CON I BRAND ASSOCIATI A NAUTICA ITALIANA alla 75a edizione dello “Yachts Miami Beach” è andata in scena una forte rappresentanza del Made Italy

Il sentiment positivo per l’anno appena iniziato, conferma la capacità del
Made in Italy di saper cogliere le opportunità offerte dalla crescita delle Americhe.
Focus sui clienti del futuro: i Millennians
Miami, 16 febbraio 2016. NAUTICA ITALIANA, l’associazione affiliata a Fondazione
Altagamma che riunisce le eccellenze “Made in Italy” dell’intero comparto – Industria, Servizi e
Territori, ha raccolto tra i suoi associati presenti al prestigioso salone nautico degli USA
“Yachts Miami Beach”, che intercetta naturalmente anche il mercato sudamericano, un
sentiment molto positivo.
Diversi i brand associati a NAUTICA ITALIANA, in rappresentanza delle eccellenze italiane
della cantieristica dei grandi yacht, dei battelli pneumatici e dell’accessoristica, che hanno
scelto il Boat Show di Miami quale vetrina per presentare i loro ultimi modelli e i nuovi progetti
in cantiere, sviluppati sulla base dell’evoluzione delle tecnologie, dei materiali e delle soluzioni
stilistiche a cui il comparto italiano lavora incessantemente.
Una vetrina, quella del prestigioso salone nautico di Miami, scelta strategicamente in virtù
della sempre più importante opportunità rappresentata dal mercato delle Americhe. In base ai
dati rilasciati in apertura della manifestazione dal NMMA (National Marine Manufactures
Association), l’industria nautica americana ha continuato a crescere con un robusto
incremento del 6% negli ultimi cinque anni YoY, e si prevede mantenga questo trend per i
prossimi. Una crescita che vede ben 88 milioni di persone navigare per una spesa
complessiva in diportistica che nel 2015 ha superato i 37 miliardi di dollari. Sempre in base ai
dati NMMA, il 95% delle imbarcazioni utilizzate negli USA sono prodotte localmente.
Lamberto Tacoli, Presidente di NAUTICA ITALIANA, ha commentato: “Proprio quest’ultimo
dato rappresenta, in base al sentiment degli associati di NAUTICA ITALIANA, la maggiore
opportunità per il nostro comparto. Infatti, stando agli andamenti del 2015 e alle previsioni
2016 raccolte tra i brand nostri associati, gli Stati Uniti rappresentano un mercato ad alto
potenziale di crescita, dove l’alta sensibilità e la radicata passione per la nautica offrono per
l’eccellenza Made in Italy una grande opportunità”.
Quel 5% di imbarcazioni non prodotte localmente, infatti, è per lo più occupato da yacht di
grandi dimensioni rappresentato da imbarcazioni prodotte dalle più grandi aziende italiane,
pronte ad ampliare la propria presenza. L’offerta italiana va quindi ad intercettare la fascia più
alta del mercato che cerca qualità, design ed eccellenza tipiche del Made in Italy. Allo stesso
modo, la grande eccellenza produttiva dei battelli pneumatici e dell’accessoristica è in grado
di cogliere nel restante 95% del mercato (per lo più occupato da imbarcazioni di dimensioni
contenute sotto i 30 piedi) molteplici possibilità di incremento del proprio business. Il
compratore tipico di questa fascia di modelli, infatti, stando alla NMMA, è espressione della
middle class con un reddito inferiore ai 100,000 dollari annui; una fascia in cui cresce la
ricerca di qualità e design a cui il “Made in Italy” può rispondere.
Giovanna Vitelli, Vice Presidente di NAUTICA ITALIANA, ha aggiunto: “Sia in termini di
visitatori che del cresciuto numero degli espositori, il Salone di Miami è stato il barometro di
un mercato che può crescere in modo molto interessante a livello mondiale.
L’interesse per il prodotto made in Italy da parte del pubblico nord americano, così come dei
visitatori latini, è stato palese e, fortunatamente, lo abbiamo visto trasformarsi anche in
contratti di compravendita su tutte le dimensioni. Inoltre, essendo il processo d’acquisto meno
impulsivo anche da questa parte del mondo, diverse nostre aziende tornano a casa con
trattative aperte che si concluderanno nelle prossime settimane”.
Corrado Salvemini, membro del Comitato di Presidenza in rappresentanza del segmento
dell’accessoristica, ha commentato: “C’è stato un ottimo afflusso di visitatori per la parte del
Salone dedicata ad accessori e imbarcazioni medio piccole. Nelle richieste per
l’accessoristica, in cui il Made in Italy può giocare un ruolo da protagonista, abbiamo trovato la
conferma al trend che vede in ripresa il mercato per questo tipo di imbarcazioni, e anche per
tale motivo possiamo dire che il Salone ha aperto per la nostra industria ottime opportunità
per i prossimi esercizi”.
Dopo anni difficili, dunque, il mercato mostra con decisione i primi segnali di ripresa,
confermati da un incremento degli ordini, nel 2015, trainati proprio dalla crescita dell’America
e dell’Europa.
La presenza degli associati all’appuntamento di MIAMI risulta importante anche per
raccogliere nuovi elementi a supporto della strategia messa a punto per il comparto. In
particolare, si esplorano con attenzione le esigenze dei giovani.
Come evidenziato dalla stessa NMMA (National Marine Manufacturers Association negli
USA), ricostruendo l’andamento 2014-2015 dei mercati nord americani e i trend del 2016
durante il Boot di Düsseldorf, l’età media degli armatori di barche aumenta di circa 6 mesi
ogni anno e riuscire ad avvicinare le nuove generazioni al mondo nautico è dunque vitale per
il futuro dell’industria.
In questo senso NAUTICA ITALIANA, lavorando in sinergia con Fondazione Altagamma – con
cui è impegnata nel progetto Nautica 365 per la promozione e la crescita del settore -, è
pronta a cogliere ed elaborare le importanti indicazioni emerse dal recente studio della
Fondazione “True Luxury Global Consumer Insight”, condotto in collaborazione con Boston
Consulting Group, da cui emerge chiaramente che il mercato del lusso nei prossimi anni
continuerà a crescere, ma i consumatori saranno più esigenti e i nuovi big spender saranno i
Millennials.
L’indagine evidenzia come nel complesso i consumatori di alta gamma nel mondo nel 2015
siano stati 400 milioni con una spesa complessiva di €845 miliardi, considerando anche i
prodotti unbranded, ed escludendo automobili e yachts, il che rappresenta per la nautica
un’importante e strategica sfida.